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E adesso, da dove riparti? Costruire meglio la prossima fase del tuo allenamento

E adesso, da dove riparti? Costruire meglio la prossima fase del tuo allenamento

di Alessandro Resch e Andrea Piscopo · 7 ottobre 2026

Ci sono momenti della stagione in cui tutto sembra già deciso. C'è un programma, ci sono allenamenti da completare, ritmi, distanze e obiettivi da inseguire.

Poi arriva un momento diverso: quello in cui ti fermi un attimo e ti chiedi "Dove voglio andare adesso?"

È spesso proprio lì che inizia la parte più interessante. Perché allenarsi non significa solo accumulare metri o completare sessioni. Significa capire cosa stai facendo, come stai rispondendo agli stimoli e quale direzione vuoi dare al tuo percorso.

Ripartire non è ricominciare da zero

Nella periodizzazione, il passaggio tra un ciclo e il successivo ha un nome preciso: fase di transizione. Serve a recuperare, fisicamente e mentalmente, senza disperdere ciò che hai costruito. Il rischio, infatti, è doppio.

Il primo è fermarsi troppo. Gli studi sul detraining mostrano che negli atleti allenati il massimo consumo di ossigeno (VO₂max) può calare dal 4 al 14% già dopo meno di quattro settimane di stop completo (Mujika e Padilla, Sports Medicine, 2000). In acqua si perde anche altro: la sensibilità di presa e appoggio, quella grammatica sensoriale che si costruisce in mesi e si appanna in poche settimane.

Il secondo è ripartire come se nulla fosse: stessi volumi, stesse intensità, stesse serie di prima, su un corpo che nel frattempo è cambiato.

Tra i due estremi c'è una ripartenza fatta di poche domande giuste:

È la logica del Kaizen di cui abbiamo parlato su The Swim Nerds: cambiare una variabile per volta, verificare, consolidare.

I numeri contano, ma non raccontano tutto

Tempi, distanze, frequenze e intensità sono strumenti fondamentali. Ma dietro ogni dato c'è sempre una persona: sensazioni, percezione dello sforzo, motivazione, stanchezza, tecnica, obiettivi che cambiano nel tempo.

Per questo il carico di una seduta non si legge solo sulla carta. C'è il carico esterno, ciò che è scritto (metri, ripetizioni, recuperi), e c'è il carico interno, come il tuo organismo l'ha vissuto. Il grafico della frequenza cardiaca ne è una traccia. Un'altra, semplicissima, è la session-RPE: a fine allenamento dai un voto da 0 a 10 alla fatica percepita e lo moltiplichi per i minuti di lavoro (Foster e colleghi, 2001). Un 7 per 60 minuti vale 420 unità: un numero che puoi confrontare settimana dopo settimana per capire se stai caricando, mantenendo o recuperando.

È uno dei principi su cui stiamo costruendo Swimbox. Non vogliamo solo raccogliere dati o generare allenamenti come farebbe un'intelligenza artificiale impersonale. Vogliamo uno strumento che ti aiuti a capire meglio quello che stai facendo, e che ti stia accanto ogni giorno.

Abbiamo raccolto tantissimi dati e scritto migliaia di righe di codice. Ma per farlo bene c'è una cosa che per noi resta fondamentale: parlare direttamente con chi Swimbox la usa.

Ci vediamo in diretta?

Per questo abbiamo organizzato un incontro molto semplice. Venerdì 9 ottobre, dalle 21:00 alle 22:00, Alessandro Resch e Andrea Piscopo saranno in diretta su YouTube per conoscervi.

Non sarà una presentazione dell'app, ma un momento di confronto: raccontarvi cosa stiamo costruendo, mostrarvi alcune possibilità di Swimbox e soprattutto ascoltare domande, esperienze e necessità.

Di cosa parleremo

E naturalmente ci sarà spazio per le tue domande. Se ne hai già una, portala: è il modo migliore per rendere la serata utile anche a chi ha il tuo stesso dubbio.

Swimbox Live

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Perché vogliamo incontrarvi

Swimbox è in una fase particolare. L'app è già utilizzabile, ma molto di ciò che diventerà nei prossimi mesi si sta ancora costruendo.

Questo significa che chi è entrato adesso non è semplicemente uno dei primi utenti. È anche una delle prime persone che può aiutarci a capire cosa funziona davvero, cosa manca e cosa può diventare più utile per chi si allena in acqua ogni settimana.

Per noi questa possibilità ha un valore enorme. La tecnologia può aiutarci ad allenarci meglio, ma deve partire dalle persone, non sostituirle.

Ci vediamo venerdì alle 21:00.

Alessandro & Andrea, Swimbox

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